Parassitismo: La pulce di mare

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Vi sarà capitato sicuramente di vedere le mormore con degli esseri attaccati al corpo, e sicuramente le prime volte ci saremo chiesti cosa fossero. Ma probabilmente non sapevamo che questi potessero influire negativamente non solo sulla vita del pesce ma anche sulla nostra battuta di pesca.

Cosa sono le pulci di mare?
Il  Cymothoa exigua o pulce di Mare è un crostaceo appartenente alla famiglia dei Cymothoidae. Si presenta di un colore giallo chiaro e di forma ovale, nella parte superiore coperto da un guscio e nella parte inferiore presenta gli arti. L’adulto misura dai 3 ai 4 cm. 

DETTAGLIO DEL POSIZIONAMENTO DI UNA PULCE DI MARE

Il suo parassitismo
Questo parassita agisce in maniera molto particolare, è da questo modo di agire che si creano risvolti rilevanti anche nella nostra azione di pesca. Essendo un parassita necessita di altri essere viventi per rimanere in vita. I suoi movimenti sono piuttosto lenti ma una volta che riesce ad entrare in contatto con un pesce non si stacca più.

La pulce presenta, infatti, due chele frontali molto forti che gli consentono di aderire in maniera indissolubile.

Il suo parassitismo è piuttosto invasivo, infatti è solita, una volta entrata in contatto con la vittima, spostarsi nella zona delle branchie dove comincerà a nutrirsi del sangue, ma ci sarà capitato sicuramente di trovarla sul corpo di un pesce o nella bocca, dove allo stesso modo riuscirà ad alimentarsi in maniera invasiva.

UN PESCE CON DUE PULCI

Solitamente quando arriva alle branchie il suo viaggio prosegue fino ad arrivare alla lingua, dove si posizionerà in maniera stabile, cominciando a succhiare il sangue in maniera così importante da rendere la lingua atrofica e addirittura staccarla via completamente.

A questo punto la pulce, molto più grande in termini di dimensioni, rimarrà nella stessa posizione della lingua e si alimenterà di quello che mangia il pesce, della sua mucosa e anche del sangue del malcapitato. 

Per il pesce il problema non è mangiare, ma respirare.

LA PULCE COME SI PUO’ VEDERE, OSTACOLA LA RESPIRAZIONE AI PESCI

Il suo parassitismo invade anche la pesca.
Attenzione, per noi umani non c’è nessun problema. Il parassita infatti non morderà mai un essere umano e allo stesso tempo non può vivere fuori dall’acqua. Ma sicuramente diventa molto fastidioso durante le nostre battute di pesca.

Ed è tutto spiegato in precedenza, il suo essere parassita nella bocca del pesce, spesso mormore e grufolatori, diventa causa di slamate accidentali. 

Prendendo in esempio una mormora: la presenza di una pulce in bocca potrebbe causare delle false allamate. Infatti potremmo “allamare” non tanto la Mormora ma proprio la pulce dentro alla sua bocca. Infatti è frequente ritrovarsi al nostro amo la pulce stessa. In questo caso avremmo liberato la mormora dal suo parassita ma noi non avremo portato sulla battigia la nostra preda.

Purtroppo in questi casi ci resta solo da affidarci al destino, e anche le slamate fanno parte del gioco. Ma conoscere le dinamiche contribuisce ad aumentare il bagaglio di conscenze che ci consente di capire quale potrebbero essere, tra le tante, le cause di slamate per cercare di studiare e trovare la soluzione migliore.

In questa foto di una cattura è immediatamente visibile quale sia la causa più frequente di slamate, ovvero proprio il fatto che l’amo non va a perforare il pesce ma la pulce, come detto prima. In questo caso l’amo Akita 7201 usato è stato in grado di perforare sia la pulce che il labbro inferiore della mormora riuscendo comunque a concludere la cattura e mettendo in evidenza il tema di cui abbiamo discusso in maniera evidente.

AMO AKITA 7201 – LO TROVI QUI

UNA MORMORA CON PULCE DI MARE, CATTURATA CON AMO AKITA 7201

Questo articolo è stato scritto da:

Giacomo Napoli
Giacomo Napoli
Nasce nel 1995 in Sicilia, come professione è un infermiere.
In generale appassionato di natura, risale all’età di 10 anni la prima battuta di pesca in acque interne con il nonno. Dopo un periodo di totale stop dalla pesca a 15 anni risente la necessità di pescare, questa volta dedicandosi principalmente alle acque salate.

Autodidatta, ma sempre interessato allo studio della pesca e della flora e fauna degli ambienti marini, si dedica principalmente al SurfCasting ma non disdegna la pesca a bolognese e lo spinning in salt o freshwater.

Nasce come pescatore amatoriale e ama insidiare il grufolatore di taglia o il predatore estivo. Successivamente si avvicina al mondo agonistico nel 2019 diventando atleta FIPSAS dell’ASD Polisportiva Selinon. Dove intraprende un significativo cambiamento delle strategie di pesca avvicinandosi alla pesca tecnica tipica delle gare e attratto dalla pesca a contaminazione Giapponese.

Dopo un anno di stop agonistico dovuto alla pandemia riesce a piazzarsi 9’ assoluto al provinciale di Trapani su 142 atleti. Risultato che gli da accesso all’italiano per società e all’eccellenza Sud 2022.

Oltre alla passione per la pesca in spiaggia ama dedicarsi anche alla scrittura di articoli frutto di esperienze personali ed è molto attivo sulle sue pagine social dove ama condividere le sue avventure di pesca con scatti e video.

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