I travi del Surfcasting visti nel dettaglio

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Quanti travi vi portate per affrontare una gara di Surf-Casting?
Che tipo di travi utilizzate?


Nella pesca agonistica o in generale ogni atleta pensa di avere l’arma segreta che lo ti aiuta a vincere una gara, in questo caso il trave giusto, ma spesso il campo gara ci mette difronte ad una triste realtà dove ci fa capire che realmente le armi segrete non esistono ma tutto potrebbe esserci utile durante una competizione.

PIANIFICARE SIGNIFICA OTTENERE

Negli anni ho imparato che un ottima preparazione, pianificata e ragionata prima di una gara è la base per riuscire ad ottenere ottimi risultati in pesca ed è per questo che nel mio cassone cerco di avere sempre il meglio e tutto ciò che serve per affrontare una gara con qualunque condizione meteo marina e qualsiasi tipo di fondale mi posso trovare durante una competizione. Questo pianificare e ragionare negli anni mi ha portato ad eliminare molti travi che reputo inutili e aggiungerne altri, in questo modo ho standardizzato la misura dei travi , così in gara posso dedicarmi più a pescare che a scegliere il trave filosofale! 

LE VARIE SOLUZIONI

Gli atleti in generale realizzano i propri travi come preferiscono, c’è chi preferisce farli più corti o più lunghi, chi utilizza un filo in nylon o in fluorocarbon, con snodi di vario tipo, chi utilizza girelle o tecnosfere , che possono essere bloccate al trave con nodini oppure con perline incollate, chi preferisce per l’aggancio del piombo il moschettone o lo sgancio rapido. Tutte queste soluzioni possono essere molto valide ma secondo me l’importante è che in qualsiasi modo decido di costruire il mio trave devo utilizzare del materiale di ottima qualità, visto che è una delle parti pescanti più vicina alle prede da insidiare ed inoltre più realizzo un ottimo trave e più si riduce la possibilità di ingarbugli o di rottura.

Nel mio cassone ho una cassettina dove tengo delle ruzzole con vari tipi di travi, sia di lunghezze che di diametro e anche diverse ruzzole con finali legati, sempre di diverse lunghezze e diametri (ma di questo ne parleremo un’altra volta), così da poter cambiare pescata anche durante una gara.

TESTA DEL TRAVE: asola e primo attacco per terminale

I TRAVI DELL’AGONISMO

Le gare agonistiche di Surf-Casting, per regolamento vengono effettuate ad una canna e si possono utilizzare massimo tre ami per ogni trave ed è per questo che per riuscire a prendere più prede io utilizzo sempre dei travi dove posso mettere tre ami ad eccezione  se il pesce si trova troppo distante dalla mia portata di lancio, in questo caso  per cercare di insidiare qualche preda utilizzo un trave a due ami o in casi estremi anche mono amo.

Nel realizzare  i miei travi  scelgo il diametro del filo in base alla distanza dove devo ricercare il pesce, quindi suddivido la mia pescata in tre fasi, breve, media e lunga distanza, utilizzando di conseguenza tre fili di diametro diverso. 

Per la lunga distanza utilizzo un ottimo filo, il Fendrel di casa Colmic, dal diametro 0,50 che mi permette di lanciare anche piombi che vanno dal 125 gr. in su e li realizzo da  100 cm, 150 cm, 220 cm, 300 cm, 400 cm ed infine quelli a due ami da 180 cm. Ogni trave è così costruito: in testa, cioè nella parte che va agganciata allo sgancio rapido del filo del mulinello, preferisco fare un’asola con lo stesso filo, mentre alla fine del trave, dove vado ad agganciare il piombo preferisco mettere una girella con moschettone  misura 10 ed infine per l’aggancio dei miei finali utilizzo la girella del 24 con  il metodo perlina- girella-perlina chiuse tra due nodini con del filo…. . Io preferisco non incollare ma utilizzare i nodini perché per esempio se durante una pescata prendo più pesci di galla, o magari ci sono degli scogli, è meglio avere tutti e tre i finali più in alto, così detti a bandiera, quindi per essere più veloce e soprattutto per non avere il doppio dei travi nel cassone,  invece di cambiare tipo di trave sposto subito i nodini con le girelle ed il gioco è fatto. Invece chi preferisce incollare e quindi deve avere sia i travi con il finale a battuta sul piombo che quelli a bandiera. 

AGGANCIO PIOMBO: girella con moschettone  misura 10

Per la media distanza utilizzo sempre il Fendrell della Colmic ma dal diametro dello 0,35 è un filo molto robusto ed affidabile che mi permette di lanciare in sicurezza piombi di 100 gr. anche se sono arrivata a lanciare in side anche piombi da 125 gr. In questo caso realizzo i miei travi nello stesso modo dei travi dello 0,50, sempre con girelle e nodini, però no ne preparo a due ami ma tutti per i tre finali e di lunghezze da 100 cm, 150 cm, 220 cm, 300 cm, 400 cm e 500 cm molto utili nei fondali più profondi.   

Infine per la breve distanza utilizzo un ottimo filo in fluorocarbon molto invisibile in acqua, che come tutti sappiamo più invisibile è un filo più pesci di galla riusciamo ad insidiare soprattutto quando il mare è piatto e trasparente. In questo caso io utilizzo il filo Seaguar Secol Power – F sempre di casa Colmic, molto invisibile, resistente all’abrasione e alla tenuta del nodo, del diametro dello 0,205 con cui lancio tranquillamente il mio piombo di 50. Per la realizzazione di questi travi non utilizzo le girelle ma le tecnosfere e mentre magari la maggior parte di voi sicuramente le incolla tra due perline, io preferisco, anche in questo caso, bloccare le perline  tra due nodini piccoli. Ho provato a farli incollati ma sempre per una ragione di praticità  preferisco i nodini.

SNODO PER TRAVE BREVE DISTANZA: nodo – perlina- tecnosfera – perlina – nodo

Poi anche se non li amo tanto, qualche minitrave lo porto sempre , come risorsa per agganciarci la linea longa, ultimamente sto sperimentando l’uso di alcuni tipi di tenbin, che in presenza di linee longhe di 6/8  metri è molto utile.

In linea di massima questi sono i travi che mi preparo per ogni gara, però se prima riesco ad avere delle notizie sui campi gara da affrontare o se riesco a provare qualche giorno prima, posso realizzare un po’ di travi di un tipo o di un altro che penso che in quei campi possa funzionare di più rispetto ad un altro. 

Solitamente io assemblo pochi travi con i finali, ad eccezione di quelli leggeri con le tecnosfere per una questione di praticità e velocità, mentre per gli altri tipi di travi ne assemblo solo qualcuno per iniziare, poi man mano in base al mare che ho davanti, alle correnti che vi possono essere, li assemblo sul momento con i terminali  che ritengo più giusti .

Io affronto tutte le gare cercando di ottenere un ottimo risultato e il punto di partenza è  il presupposto di credere in tutto quello che utilizzo, poi finita la gara sia che il risultato è stato positivo o negativo cerco di analizzare nei dettagli tutta la pescata per capire se ho sbagliato qualcosa o se magari utilizzando altro poteva andare meglio. Quindi cerco di immagazzinare ogni esperienza positiva ma soprattutto negativa per affrontare al meglio la prossima gara . Questa autocritica mi ha portato a fare modifiche costruttive nei travi che utilizzo, e vi assicuro che ancora oggi cerco di immaginare il trave costruito perfettamente…..

In seguito vi parlerò anche della dotazione dei miei finali con gli ami che sono molto importanti perché portano l’esca alle nostre prede e quindi devono essere perfetti…. O almeno ci proviamo. 

Ciao a tutti e al prossimo articolo.

Questo articolo è stato scritto da:

Lisa Micela
Lisa Micela
Isabella Micela ma tutti la chiamano Lisa, nata e vive a Palermo, pratica il Surf-Casting a livello agonistico, si diletta anche nel il Long-Casting, la Canna da riva, canna da natante. ecc. in poche parole dove c’è acqua e pesci lisa c’è !

Tesserata Fipsas, fa parte della società sportiva “ASD Polizia Municipale Palermo”. Nel 2004 ha conosciuto colui che ora è il suo compagno di vita Luigi Vassallo Todaro.

Nel 2007 ha partecipato al Campionato Italiano di Surf-Casting e vinto il mio primo titolo di Campionessa Italiana, la medaglia d’oro e la qualificazione nella Squadra Nazionale Femminile, indossando cosi l’ambita maglia azzurra.

Nel 2008 in Liguria, ha avuto la riconferma a Campionessa Italiana con la seconda medaglia d’oro. Nel 2009 medaglie d’argento al campionato svolto all’isola d’Elba.

Nel 2013 viene istituito dalla FIPSAS il Club Azzurro Femminile dove ha collezionata una serie di podi, nello specifico nel 2013 e 2014 e 2016 medaglia di bronzo, nel 2017 medaglia d’oro e nel 2018 medaglia d’ argento.

Nel 2010 ha conquistato medaglia di bronzo nel mondiale a squadre disputato in Sud Africa a Langebaan e nel 2011 medaglia d’Oro a squadre nel mondiale che si è tenuto a Massa Carrara, nel 2014 ha vinto (insieme alla nazionale) la medaglia di bronzo a Port D’Albret in Francia.

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