Il Rotante: questo sconosciuto… [Seconda Parte]

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Avete deciso di fare il salto e vi siete comprati un rotante, oppure ve lo hanno regalato, magari non lo conoscete, vi mette un po’ di soggezione e vi pare incomprensibile ed a tratti sfavorevole.

E’ completamente diverso dal fisso, le sue ridotte dimensioni vi potrebbero ispirare un sorriso, eppure, possiede un recupero molto più potente del fisso e una frizione, scusate se poco, molto più affidabile. 

In realtà il rotante è meccanicamente più semplice di qualsiasi mulinello a bobina fissa, in pratica, sintetizzando, è una bobina che ruota su sé stessa e, con qualche suggerimento assestato a dovere, il suo utilizzo è molto più facile di quanto possa apparire. 

Per utilizzare correttamente il rotante si ha bisogno dei coaster clips, striscette di plastica o metallo che si stringono bloccando il rotante sul tallone della canna all’altezza desiderata.

La lunghezza dell’impugnatura, in base alla nostra biomeccanica, si determina in questo modo : collocate il tappo del tallone sotto l’ascella sinistra e tenete la canna parallela al suolo, stendete il braccio destro e impugnate la canna, dove cadrà la mano destra, quella sarà la vostra impugnatura.

Eventuali piccole differenze forniranno rispettivamente maggiore velocità (impugnatura più ampia) o superiore potenza (impugnatura più corta).

Ora andiamo descrivere le parti fondamentali del nostro rotante.

La bobina

Ruota sul proprio asse per: rilasciare il monofilo nel lancio, raccoglierlo nel recupero oppure quando la frizione cede filo.

I cuscinetti a sfera

Costituiscono il cuore del mulinello e hanno il compito di far ruotare la bobina su se stessa, quelli dedicati alla rotazione della stessa sono due, incastonati all’interno o all’esterno della bobina.

L’asse 
Può essere di tipo solidale alla bobina, l’asse e la bobina formano un tutt’uno e i cuscinetti sono posti alle estremità dell’asse come i daiwa 7ht, shimano speedmaster e penn 525 gs; 

Oppure indipendente dalla bobina stessa con sistema ultracast, dove i cuscinetti sono alloggiati all’interno della bobina, come gli  ABU 5500/6500/7000 e penn 525Mag.

ASSE ULTRACAST

Due differenti criteri costruttivi e due differenti comportamenti in volo della bobina : 

  • le bobine ultracast sono più leggere di quelle solidali, hanno maggior spunto, quindi una maggior velocità iniziale nel lancio e meno inerzia. 
  • le bobine solidali, sono più pesanti, hanno meno spunto e maggior inerzia. In genere hanno una capacità di filo maggiore di quelle Ultracast e quindi ruotano più lentamente durante il lancio e per questo motivo vengono ritenute più lente ma,  è solo una questione di diametro della bobina e di quantità di filo rilasciata per singolo giro della stessa.

Sistema di sblocco della bobina

Alcuni modelli hanno un pulsante sblocca bobina (ABU 5500/6500 e DAIWA 7ht) ,altri una leva sblocca bobina (penn 10 mag, shimano speedmaster, penn 525 GS e MAG), entrambi hanno il compito di liberare la bobina prima del lancio .

SISTEMA DI SBLOCCO

Sistema frenante


Il sistema frenante, è composto da: 


Registro Laterale

Chiamato anche freno meccanico in contrasto col il freno centrifugo e/o magnetico, può essere unico, posizionato sulla guancia sinistra del rotante, oppure doppio , negli Abu con sistema ultracast o nel DAIWA 7ht a bobina solidale all’asse. 

Si tratta di un tappo a vite che ha il compito di battere sul cuscinetto,nel sistema ultracast spostando l’asse dove è calettata una boccola, oppure sull’asse stesso in bobine solidali.

In questa modo limita la massima rotazione della bobina e previene il fuorigiri della stessa (overrun). 
E’ un meccanismo semplice rispetto ai centrifughi o ai magneti,molto efficace e configurabile sulla spiaggia, anche mentre si pesca. Della serie non c’è rosa senza spine, un uso smisurato dello stesso può danneggiare i cuscinetti (specialmente nei rotanti Ultracast).  

Sistema Centrifugo

Costituito da due o più  piccoli cilindri, in materiale plastico o in fibre sintetiche, alloggiati all’interno della camera di rallentamento. I centrifughi sono liberi di scorrere su un asse, quando nel lancio la bobina comincia a ruotare, la forza centrifuga li spinge verso l’esterno e vanno ad impattare, nella circonferenza interna della camera di rallentamento e l’attrito che si genera rallenta la rotazione della bobina stessa. 

CENTRIFUGHI E ASSE SOLIDALE


Sistema Magnetico  

Costituito da una serie di piccoli magneti , denominato sistema multi magnetico,  o da un unico magnete, sistema mono magnetico di dimensioni maggiori. 

Quando è immobile la bobina non viene interessata dalle correnti parassite, diversamente, quando ruota, attraversa i campi magnetici permanenti che per l’effetto Joule  ne rallentano la rotazione.

Secondo la mia esperienza, il sistema magnetico è il più comodo e gestibile rispetto a quello centrifugo.

SISTEMA MULTI MAGNETICO

Tramite i dispositivi a slitta, meno progressivi, o a perno più progressivi, i magneti si allontanano ( – freno) e si avvicinano (+ freno) in base alla nostra esigenza.

Un buon Surf Caster riesce a comprimere adeguatamente la canna e nel lancio la bobina raggiunge in brevissimo tempo (1/20 di sec.), circa 30.000 giri, senza un adeguato sistema frenante la bobina rilascerebbe più filo di quanto la velocità del piombo riesca a svolgere.

Si produrrebbe un riporto di filo, e le spire si accavallerebbero ed in brevissimo tempo si creerebbe un groviglio inestricabile, la parrucca, in inglese backlash o birdnest, la cui responsabilità è da attribuire esclusivamente al Surf Casterper un errore tecnico nel lancio o per una errata configurazione del rotante stesso.

Cicalino

Se presente, ha il compito di avvisare il Surf Caster che una preda ha gradito la nostra esca. 

CICALINO

Meccanismo MoltiplicatoreGli ingranaggi della trasmissione, sono alloggiati nella guancia destra, la stessa che ospita la manovella e la stella della frizione.

Telaio o Chassis

Avvolge al suo interno la bobina e fa da supporto per le guance laterali, gli attuali rotanti da Surf Casting hanno il telaio aperto (tutto pollice) , con barre laterali alloggiate in maniera da non ostacolare l’afferrarsi del pollice sulla bobina. 

Svariati anni fa era necessario asportare la barra guidafilo e quella sottostante per poi fabbricarne o acquistarne già fatte nei negozi oltre Manica. 

Nei rotanti ABU la sigla CT, indica l’assenza del guidafilo e delle barre ( Converted Tournament), ad esempio ABU 6500 CT.

Piede di attacco del rotante sul fusto della canna

Questo dovrebbe essere più basso possibile, in quanto il rotante si monta sulla canna, non sotto la canna come il fisso e il pollice deve abbracciare con facilità la bobina, per trattenerla durante il lancio, inoltre, abbassando l’altezza della bobina, rende possibile l’utilizzo di anelli a gambo corto che riducono le torsioni ( “twist”) del fusto della canna durante il lancio. 

Suggerimenti sulla configurazione di un rot da pesca 

Premessa
Pescare con il rotante è un piacere, non deve essere una lotta contro le parrucche e le rotture.

Il rotante è capace di ottime distanze anche con una configurazione tutta-pesca
In spiaggia abbandoniamo le configurazioni estreme da pedana, infatti la sensazione di essere al limite diminuisce di molto il piacere di pescare.

Ricordiamoci che spesso pescheremo di notte, con vento contrario e la nostra concentrazione sarà messa a dura prova dagli inneschi, le rotte di pascolo dei pesci, i terminali e dai grovigli.


La configurazione del rotante comprende tutte le variabili che possono influire sulla velocità di rotazione, sullo spunto e sull’inerzia della bobina.

In linea di massima la configurazione è formata da questi parametri : 

Il diametro del filo in bobina 

La quantità di filo imbobinata

L’equilibratura della bobina

La lubrificazione dei cuscinetti

La regolazione del registro meccanico

I freni centrifughi

Il freno magnetico 

La  forma della bobina 

Alzo del lancio


Il diametro del filo in bobina

Più è sottile il diametro del monofilo che si intende imbobinare minor quantità dello stesso deve essere imbobinata.

Viceversa più è elevato il diametro del monofilo che si intende imbobinare e maggiormente si può riempire la bobina .

Per esempio, se si intende utilizzare un rotante da 12-15 lb (ABU 6500 o Daiwa 7HT) con lo 0.35 si può imbobinare una buona quantità di filo anche oltre il bordo della bobina ( a pesca è sempre poco raccomandato), mentre se si intende utilizzare diametri inferiori ( 2,26-0,28-0,30), ci si dovrebbe fermare a circa 2 mm sotto il bordo della bobina. 
La spiegazione della differenza di imbobinatura è dovuta al diametro del nylon, infatti, una bobina carica di 0,35 durante il volo del piombo, si riduce di più a parità di metri svolti rispetto ad una caricata con lo 0,28. 
La bobina con lo 0,35 , cederà una minore quantità di filo per giro e l’inerzia della stessa decrescerà  durante il volo del piombo e non si avranno riporti di filo (backlash o birdnest ). Mentre, la bobina con lo 0,28 , durante il volo del piombo, ridurrà meno il suo diametro e quindi svolgerà una quantità di filo superiore rispetto alla precedente, la parrucca purtroppo sarà in agguato ed  in genere si svilupperà immediatamente dopo lo spunto con c.a. 60-70 mt di filo fuori se abbiamo imbobinato il rotante con una quantità di filo eccessiva. C’è da aggiungere che, è più facile disfare le parrucche dello 0,35 che quelle dello 0.25.

BOBINA ULTRACAST NEL DETTAGLIO

Riempimento della bobina 

La bobina può avere un riempimento piatto, il filo arriva all’ orlo esterno della bobina, oppure bombata ,il filo sporge oltre I bordi esterni della bobina . La bobina in entrambi i casi ha un differente comportamento in volo. La piatta è instabile in quanto è costretta a girare più velocemente durante il volo del piombo perché possiede un diametro minore e quindi deve compiere più rotazioni per rilasciare la stessa quantità di filo di una bombata. La seconda ruota più lentamente perché possiede un diametro maggiore. E’ differente anche il comportamento nella fase finale del lancio, la bobina bombata accelera immediatamente prima dello splash del piombo, mentre quella piatta ha un comportamento maggiormente uniforme. 

Qui trovi gli altri articoli riguardante “Il rotante”:
–> Il Rotante: questo sconosciuto… [Prima Parte]
–> Il Rotante: questo sconosciuto… [Terza Parte]

Questo articolo è stato scritto da:

Luca De Angelis
Luca De Angelis
Classe 1974,Perito Meccanico, Master al M.I.T. ,pesca dalla spiaggia dal 1987, come mentore ha Alberto Belfiori.
La passione che ha per il Surf Casting, come filosofia di vita, lo portano allo studio e alla sua divulgazione.

Appassionato delle canne a Ripartizione di Potenza e dei mulinelli a tamburo rotante.Considerato “Old Style”, per la sua attrezzatura e per l’approccio mentale, fanno di lui un riferimento storico.

Nei primi anni 90, si avvicina anche al mondo del Long Casting con buoni risultati, il suo record personale ottenuto con la DAIWA WKT 12’ e lancio pendolare è stato di 216m.

Pesca nell’oceano Pacifico in California; nell’ Atlantico alle Canarie, Costa d’Avorio, Ghana, Namibia, Sud Africa ed in Mauritania dove, partecipa alla Coppa Internazionale Mitchell Air Afrique a Nouadhibou.
E’ stato detentore di un record mondiale IGFA, classe 6Lb. Ha collaborato con la Rivista Surf Casting Magazine.

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